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Come prima, più di prima, Bataclan!

Essere occidentali non significa semplicemente essere appartenenti ad un’area geografica definita dal layout di un mappamondo. Essere occidentali implica comportamenti, usi e costumi, che ognuno di noi declina, attraverso una linea, logica o apparentemente illogica, in azioni che definiscono la propria individuale sfera esistenziale. Tali comportamenti, usi e costumi, assumono una profonda connotazione di naturalezza perché tutto ciò che rappresentano rappresenta noi. Ci piace la musica; tutto il buon cibo, nonostante i cari amici vegetariani ai quali facciamo ugualmente posto a tavola; beviamo il vino, la birra e il gin in tutte le sue mescolanze, soprattutto quando a guidare è un amico o meglio ancora se andiamo tutti a piedi; ci piacciono le minigonne, i tacchi, i décolleté e i capelli al vento; se non si ha intenzione di sposarsi optiamo per il fidanzamento, se non si ha neanche intenzione di fidanzarsi optiamo per la frequentazione; e frequentiamo la notte… ad esempio andando ad un concerto. Dove? Dove vogliamo… ad esempio al Bataclan di Parigi. Si, al Bataclan! Vogliamo andare lì, per fare nient’altro che ciò che siamo: noi stessi. Vogliamo ascoltare musica, bere un po’, sorridere, divertirci ed infine vogliamo tutta la serenità e la discrezione per amarci. Vogliamo andare al Bataclan! E non importa se qualche essere non umanamente specificato, armato fino ai denti ed arrabbiato nei confronti dell’Occidente è contrario e ci ha già sparato una volta… noi ci torniamo! Così come torneremo in vacanza a Cannes la prossima estate! E ci torniamo come prima e più di prima! Ci torniamo allegri, con il vestito migliore e il sorriso più smagliante che mai, ci torniamo con la voglia di vivere… ci torniamo a fare tutto ciò che abbiamo sempre fatto, che continuiamo a fare e che faremo sempre… e voi, non gentili militanti dell’Isis, andate a farci un caffè per quando ci sveglieremo la mattina successiva alla notte di festa, tanto altro non potete riuscire a fare, perché noi occidentali non abbiamo paura di voi, non cambieremo mai sotto lo schiaffo di bombe e mitra, mai! Si, durante quella festa del 13 novembre avete sparato distruggendo per sempre i corpi di centotrenta nostri amici ed ora loro non possono più venire con noi, con i loro corpi… ma nei sorrisi e nella vitalità di chi è tornato in quello stesso posto che avete insanguinato, riaperto a distanza di un anno esatto, a sentire Sting e Peter Doherty, c’erano anche tutti i sorrisi e la vitalità di quei centotrenta che avete pensato di ammazzare: c’era il loro spirito: c’eravamo tutti noi occidentali. Non ci avete ammazzato e mai ci riuscirete. Siamo vivi… tutti! Quindi come prima, più di prima, Bataclan!

Antonio Coppola

Classe 1987, formazione umanistica. Tra lavoro aziendale e passione per le Arti, è membro direttivo della Fondazione Farefuturo.

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