Focus

Dall’industria all’agricoltura: ecco le ricette per la “rivoluzione” del merito in Sicilia

Rivoluzione industriale

Pubblichiamo il documento integrale elaborato da Adolfo Urso e da Fratelli d’Italia per la proposta di sviluppo industriale della Sicilia. Documento che sarà spunto determinante del programma del candidato presidente del centrodestra Nello Musumeci.

***

PROPOSTE SICILIA

Misure per lo sviluppo e l’occupazione: innovazione, infrastrutture, industria, turismo, agricoltura.

La Regione Sicilia è in fondo alla classifica delle Regione Italiane nella ripresa economica: il PIL 2016 in termini reali è rimasto inferiore ai livelli pre crisi (2007) di circa 12 punti in percentuale rispetto ai 7 in percentuale del resto d’Italia; l’Isola recupera  più lentamente anche del resto del Mezzogiorno: le imprese chiudono, il lavoro resta spesso precario e saltuario. Il tasso di occupazione ammonta solo al 40.1%, rispetto a una media nazionale del 57.2%. Il dato siciliano è inferiore alla stessa media del Mezzogiorno (43.4%). Sulla stessa linea negativa il dato sulla disoccupazione: in Sicilia a 22.4%, mentre la media nazionale è dell’11.9% e quella del Mezzogiorno del 19.9%. Ciò significa che continuando così saranno necessari altri quindici anni per tornare ai livelli di PIL e occupazione del 2007! Una intera generazione bruciata nella crisi, senza prospettive!

Le Regioni del Nord recuperano con l’export. In Sicilia anche l’export si riduce. Nel 2007 l’export siciliano era di 9.6 miliardi di euro, nel 2016 si è ridotto a 7 miliardi.

Solo il turismo cresce per la instabilità dei Paesi della sponda sud del Mediterraneo: pur in assenza di una politica e di un progetto, quest’anno l’incremento è di oltre il 20 per cento. La Sicilia è percepita come una meta  sicura, l’ultima terra d’Europa nel Mediterraneo. La Sicilia può diventare la capitale del turismo europeo, ma bisogna agire subito!

Non basta ovviamente solo il turismo, occorre una cura shock per recuperare dieci punti di PIL in 5 anni. Le misure che proponiamo servono a tal fine, con la digitalizzazione della Regione e un piano infrastrutturale e logistico che possano consentire servizi adeguati e competitivi, una seria politica per lo sviluppo del turismo e dei settori collegati, quali agroalimentare ed edilizia qualificata, il rilancio delle aree industriali, la incentivazione degli investimenti e delle presenze internazionali in Sicilia, quindi formazione, crescita e lavoro. Serve una Regione efficiente, capace di attrarre capitali privati per utilizzare appieno i finanziamenti europei, imprese nuove e progetti innovativi. È necessario dare una prospettiva a giovani, altrimenti i migliori continueranno ad emigrare all’estero, è necessario riattivare i poli industriali secondo un nuovo modello di sviluppo, con Impresa 4.0 che valorizzi nell’economia della digitalizzazione, le peculiarità del territorio: storia, cultura, territorio.

La Sicilia ha bisogno di una Rivoluzione che riaffermi la sua centralità nel Mediterraneo.

REGIONE 4.0

1. Digitalizzazione della Regione, con la realizzazione dello Sportello Unico per Cittadini e Imprese, secondo i principi di responsabilità, semplificazione, certezza dei tempi e trasparenza degli atti. Uno Sportello Unico, che affianchi i Comuni nella gestione dei servizi quali lo Sportello Unico per le Attività Produttive, lo Sportello Unico per l’Edilizia, gli sportelli per i servizi ai cittadini come l’iscrizione agli asili, al trasporto scolastico, la richiesta di un certificato anagrafico, la presentazione di una domanda ad un bando, etc. Uno sportello telematico unico in cui ciascuno possa accedere da casa o ufficio con il proprio computer o smartphone.

INFRASTRUTTURE

2. Priorità alle infrastrutture, con la ridefinizione del piano nazionale della portualità e della logistica e il ripristino del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, al fine di realizzare i “corridoi del mare” e sviluppare trasporto aereo e ferroviario cosi da consentire alla Sicilia di diventare metà del turismo europeo e del traffico merci da Sud ed Est del Pianeta. La instabilità del Mediterraneo e del Grande Medio Oriente e nel contempo il raddoppio del Canale di Suez restituiscono centralità all’Isola. Il traffico merci nei porti italiani è aumentato del 20 per cento nei primi sei mesi dell’anno ma solo nel porti del Nord a scapito di gran parte dei porti del Sud. L’Italia intercetta ancora oggi appena il 10 per cento del traffico che passa dal Canale di Suez. Il Ponte sullo Stretto è parte essenziale del Corridoio Palermo-Salerno, perché ridurebbe da 10 ore e mezza a 6 l’attuale tempo di percorrenza da Palermo a Roma.

3. Piano regionale intermodale concordato con lo Stato e con l’Unione Europea, anche attraverso la ridefinizione dei fondi europei, per la realizzazione di strutture adeguate nei porti di Augusta, Gela, Palermo, Catania, Messina, l’ammodernamento delle ferrovie interne, la realizzazione di retroporti e piattaforme logistiche, il potenziamento delle strutture aeroportuali di Catania, Palermo, Trapani, Comiso e delle loro connessioni viarie. L’Aeroporto di Catania ha segnato un record di 1 milione di passeggeri in luglio, quasi dieci milioni nel 2017, è il sesto aeroporto del Paese, il primo al Sud. Il Porto di Augusta con adeguate opere di drenaggio può diventare il principale porto più a Sud d’Europa e insieme al porto di Palermo, possono fare da concorrenza ai porti del Pireo ormai in mano ai cinesi. Il porto di Gela al centro del Mediterraneo, a metà strada tra Canale di Suez e Gibilterra, può contendere a Malta il ruolo di porto di stoccaggio per i carburanti.

TURISMO

4. Dimezzamento da 10 al 5 per cento dell’IVA sul turismo, strutture alberghiere e ricettive, compresi alloggi per vacanze e campeggi. In Sicilia abbiamo avuto il boom del turismo estivo, con oltre il 20 per cento di incremento rispetto allo scorso anno, quale frutto della instabilità della sponda Sud del Mediterraneo. Nella prima metà dell’anno 6,6 milioni di presenze. Occorre fare emergere il sommerso che è circa il 40 per cento del totale, organizzare il comparto secondo una logica industriale, sviluppare le reti di impresa, fornire servizi adeguati e offerta di qualità. Il dimezzamento dell’IVA è una scelta strategica. Tale misura avrebbe come conseguenza l’aumento degli investimenti e della occupazione nel settore, delle presenze di turisti e dei relativi consumi che compenserebbero il mancato gettito per il bilancio dello Stato.

5. Portale turismo e cultura della Regione Sicilia, che valorizzi il territorio, storia e produzione locale, fruibile a livello internazionale. Il turismo straniero, soprattutto europeo, russo e nordamericano, è un potenziale enorme a fronte del clima di paura e insicurezza che rendono impraticabili altre mete mediterranee e a medio raggio, una volta destinazioni privilegiate: Turchia, Egitto, Tunisia, Siria, ma anche Marocco e Kenya. Decine di milioni di turisti occidentali spostano la loro attenzione sulle località più a Sud d’Europa. La Sicilia può diventare la capitale del turismo europeo, intercettando i nuovi flussi estivi, soprattutto incrementando il turismo d’arte, storico e gastronomico per destagionalizzare l’offerta e promuovere il prodotto locale. Il portale turismo dovrà avere un sistema proprietario di prenotazione unico per Hotel, BtB, auto, servizi, cosi da non sottrarre risorse al territorio e con una App dedicata al turista che gli consenta di avere tutte le prenotazioni a portata di mano e le informazioni sul territorio e i suoi prodotti. Portale che sia nel contempo vetrina della Sicilia sul mondo e sportello unico per il turista.

6. I beni confiscati alla mafia che abbiano valore turistico devono essere assegnati con bando pubblico in gestione a aziende in condizione di creare valore ed occupazione al fine di realizzare poli siciliani alberghiero/ricettivo proiettati sul mercato internazionale. È un delitto destinare beni potenzialmente produttivi a residenze per immigrati, alle quali possono essere destinati altre strutture che non siano una risorsa per il territorio. I beni confiscati alla mafia possono in molti casi creare impresa e lavoro, attrazione per il territorio, sviluppo e benessere.

7. Provvedimento legislativo per favorire la Residenza in Sicilia e nelle altre Regioni a Obiettivo 1 di cittadini di Paesi OCSE con i quali è in vigore il Trattato sulla doppia imposizione fiscale. Questi potranno usufruire di una imposta straordinaria forfettaria sostitutiva di 10mila euro annui sui redditi di lavoro dipendenti e pensioni prodotti all’estero. Il governo nazionale ha appena varato una norma flat tax per i neoresidenti che prevede una imposta sostitutiva forfettaria di 100 Mila euro sui redditi prodotti all’estero, per incentivare il trasferimento nel nostro Paese di persone ad alto patrimonio, provvedimento fatto su misura per Milano e Regioni del Nord. La nuova misura riguarderà invece la Sicilia e le altre Regioni obiettivo 1 e potrà determinare un importante incentivo al trasferimento nelle Regioni del Mezzogiorno di cittadini europei e occidentali con significativa capacità di spesa: un volano allo sviluppo del territorio, del turismo e al consumo di prodotti locali.

8. Vincolo di scopo a tasse locali, Regionali e Comunali, così che la tassa di soggiorno sia destinata a misure che favoriscano l’accoglienza (così come la tassa per i rifiuti andrà destinata  alla realizzazione di depuratori o altre opere finalizzate a migliorare l’ambiente). Ciò anche al fine di una maggiore trasparenza nel rapporto tra cittadini e istituzioni.

LAVORO E PRODUZIONE

9. Tassazione agevolata dei redditi delle imprese che assumono nuovi occupati con aliquota del 12 per cento su una quota del reddito di impresa pari a 2 volte il costo del personale sostenuto nell’anno per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato. La crescita dei livelli occupazionali costituisce un obiettivo da favorire attraverso opportuni incentivi fiscali. Ciò può essere ottenuto invogliando le imprese a investire nel capitale umano attraverso un risparmio sui propri oneri tributari. Chi più assume meno tasse paga!

10.  Introduzione di una Flat tax onnicomprensiva al 10 per cento sui redditi relativi a nuovi Investimenti nelle aree di crisi industriali complesse così definite da decreto legge 83/2012 nella Regione Sicilia e nelle altre Regioni obiettivo 1, come Termini Imerese e Gela. Senza provvedimenti speciali che incentivino le imprese a insediarsi nei poli industriali  in crisi dove si registra una grave perdita occupazionale non si recupera la latitanza delle grandi imprese pubbliche e private. La Fiat ha abbandonato Termini Imerese così come l’Eni si sta di fatto disimpegnando da Gela. Servono nuove progettualità e nuove risorse in capitale umano e tecnologico. Serve una nuova visione strategica industriale: start up ed innovazione.

11. Impegno alla revisione dei Trattati e delle direttive europee che hanno penalizzato la produzione locale, agroalimentare, agricola e della pesca. Non è possibile che il costo maggiore degli accordi in sede europea e dei Trattati che l’Unione sottoscrive in sede bilaterale o multilaterale con Paesi e Organizzazioni sia a scapito della economia meridionale. È necessario cambiare rotta, la Regione con il Governo nazionale devono far sentire le esigenze dei produttori siciliani e meridionali ed imporre nuove linee guida alla euroburocrazia.

12. La Regione dovrà realizzare accordi quadro con catene commerciali e alberghiere presenti in Sicilia per la commercializzazione e il consumo di prodotti locali nel territorio regionale. Dovrà, inoltre, realizzare un progetto speciale pluriennale per la promozione dei prodotti locali sui mercati europei, anche attraverso accordi con la grande distribuzione internazionale.

La Sicilia può cambiare, la Sicilia può reagire, la Sicilia può rinascere!

Adolfo Urso

Presidente della Fondazione FareFuturo e direttore responsabile di Charta Minuta. Giornalista, Parlamentare per cinque legislature, cofondatore prima di An e poi del PdL, è stato viceministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero. Oggi è anche Presidente della società Italy World Services, con sede a Roma e Teheran e sedi operative in tredici Paesi nel mondo.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi