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Da Destra con le primarie il vero Partito della Nazione

Renzi ha fallito nel realizzare il Partito della Nazione. Sembrava ci riuscisse alle europee di due anni fa, ma è stata una illusione che non poteva realizzarsi e il suo fallimento è emerso in modo eclatante nei risultati referendari. Il Si ha prevalso solo nelle due Regioni storiche della Sinistra, Emilia Romagna e Toscana, oltre che nell’atipico Trentino Alto Adige, dove vota anche una forte comunità tedesca, il No ha vinto ovunque nei grandi e nei piccoli centri, persino nelle altre Regioni del Nord dove la Sinistra ha sempre avuto meno presa, ma che erano socialmente attratte dal Renzismo.

Renzi ha fallito per un combinato disposto: è apparso troppo arrogante e prevaricatore ed agli italiani non piacciono arroganza e prevaricazione ed il suo progetto culturale è apparso sradicato dal terreno storico della Sinistra senza essere sufficientemente credibile agli elettori di Destra, che ha tanto inutilmente inseguito. Ha convinto l’establishment ma non gli elettori. Il risultato è talmente netto, che non lascia dubbi di sorta. Renzi come Cameron, scrivevamo qualche giorno fa. E così è accaduto: ora bisogna capire chi interpreterà il ruolo di alternativa, chi proverà a fermare Grillo e il grillismo, che è peggio dello stesso Grillo.

Renzi ha fallito. Si è dimesso dal governo, proverrà a mantenere il controllo del partito per tentare la rivincita, vedremo nei prossimi giorni se ci riuscirà. In ogni caso la Sinistra ne esce a pezzi. È davvero difficile pensare che qualcuno possa comunque rimetterne i cocci insieme in pochi mesi per apparire nuovamente credibile come reale alternativa di governo a Grillo alle prossime elezioni politiche.

Tocca alla Destra provarci. Tocca ora alla Destra colmare il vuoto di governabilità, realizzando il vero Partito della Nazione. E tocca farlo in poco tempo e al meglio. Peraltro, in tutto l’Occidente è proprio la Destra, nelle sue diverse versioni, a interpretare meglio questo bisogno, tanto più in questo contesto storico e sociale che vede l’Occidente reagire alla crisi con l’emergere di quella “forza profonda” non più tranquilla, anzi agguerrita e determinata come non mai. L’America “profonda” si è affidata a Trump. La Francia “profonda” ha portato Fillon al trionfo nelle primarie e dovrà tra poco dovrà scegliere tra due Destre: Fillon o Le Pen. L’Italia “profonda” ha escluso Renzi ma dovrà liberarsi della ipoteca di Grillo.

Se il centrodestra avrà l’umiltà di affidarsi alle primarie, milioni di italiani si metteranno in fila come in Francia nel scegliere il loro candidato, ben sapendo che può essere ben presto il loro premier. Se ciò accadesse si costruirebbero le premesse del successo, tanto più ora che gli elettori hanno dimostrato di voler decidere loro e non altri, con l’altissimo responso della partecipazione ai referendum. Sull’onda delle primarie si costruirebbero le premesse di un successo nelle ormai vicine elezioni politiche, qualunque sia il sistema elettorale che si dovesse scegliere. Sulle primarie, cioè sulla partecipazione diretta, si potrebbe fondare il vero Partito della Nazione,  che è ovviamente più congeniale ai valori alla cultura e alla storia della Destra italiana. Renzi ha provato da Sinistra l’impossibile ed infatti ha rotto alla sua sinistra senza apparire sufficientemente convincente alla sua destra. La Destra può riuscire dove lui ha fallito se fa esprimere il popolo senza cercare di blandire i “poteri forti”.

La Destra può riuscire se tornerà a credere in se stessa, se si pone l’ambizione di dare un futuro alla Nazione, se punta in alto, cioè a governare e non meramente a rappresentare. Se indica un futuro e non solo un passato. Se dimostra di sapersi unire su un progetto e non solo di dividersi su ciò che fu. La Destra può farcela. Solo la Destra può farcela

Adolfo Urso

Presidente della Fondazione FareFuturo e direttore responsabile di Charta Minuta. Giornalista, Parlamentare per cinque legislature, cofondatore prima di An e poi del PdL, è stato viceministro alle Attività Produttive con delega al Commercio Estero. Oggi è anche Presidente della società Italy World Services, con sede a Roma e Teheran e sedi operative in tredici Paesi nel mondo.

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