Focus

Il galoppo ad occhi chiusi dei leader europei

 Se il soggetto del dipinto di Jaques-Luis David era un Napoleone Bonaparte, su un cavallo rampante perfettamente condotto, ben proiettato in una direzione, il soggetto del murales di Bansky, ready made del celebre olio su tela di David, apparso a Parigi nelle scorse settimane appare ben diverso. Un’opera d’arte contemporanea riuscita non ha l’obiettivo di fornire delle risposte, bensì delle domande volte a far riflettere… ed osservando questo capitano di ventura al galoppo sfrenato con il volto completamente avvolto dal mantello, un capitano di ventura assimilabile ad uno dei tanti supposti leader dei principali Paesi europei, viene da chiedersi se sappia dove stia andando, se abbia una visione, se gli occorra aprire lo sguardo coperto dal mantello della vana gloria; e la risposta matura in maniera più che netta: si galoppa ad occhi chiusi tra fanatismo e indifferenza.
Alla faticosa dialettica della mediazione tra le proprie posizioni e il mondo circostante, si preferisce la comodità del fanatismo, nell’assurdità di far valere le proprie idee basandosi soltanto sulla propria convinzione di essere dalla parte del giusto contro ogni opinione e giudizio terzi; l’indifferenza dinnanzi ai grandi eventi epocali che conduce a pensare soltanto al presente, dimenticando il passato e censurando inevitabilmente il futuro. Una condizione che non può che condurre alla sventura.
Nella maggior parte dei casi i leader europei non sono all’altezza di governare i processi necessari alla vita interna ed esterna (sempre più necessaria nel contesto globalizzato) dei propri Paesi, perché alla base delle proprie candidature non vi sono programmi ma slogan volti ad acquisire consenso finalizzato alla conquista di un potere che non è dunque vettore ma inevitabilmente uno strumento fine a se stesso.
Viene messo da parte il tempo medio di cui necessita il respiro di un programma – oltre alla mediazione – per optare all’immediatezza dello slogan che meglio aderisce al bisogno dei like da ottenere su un post di Facebook o su un tweet.
Oltre il vecchio continente sembra che la direzione siano stati capaci di prenderla invece… L’America ha scelto la sua strada con Trump, e a difesa di sé stessa, in un contesto mondiale mutato e mutante, non dice più “prima l’Occidente”, ma “prima l’America”; la Cina con Xi Jinping, congiuntamente capo politico, capo di governo e capo militare, ha scelto la propria direzione ed appare sempre più a vocazione imperialista conquistando posizioni economiche importanti anche nel nostro Bel Paese; la Russia con il capitano di ventura Putin rieletto per la quarta volta al Cremlino, ha ben definito il proprio aplomb imperialista e marcato ancora di più la rotta che vuole seguire; poche settimane fa è stato rieletto Erdogan a capo del progetto realizzato della grande Turchia che si pone sempre più nell’obiettivo di un peso significativo sia nella Regione mediorientale sia nella Regione nordafricana. Ed in questo contesto mondiale sembra che manchino i leader europei, perché quelli attuali appaiono senza visione, senza progetti… come il capitano di ventura del murales di Bansky: al galoppo ad occhi chiusi.

Antonio Coppola

Classe 1987, formazione umanistica. Tra lavoro aziendale e passione per le Arti, è membro direttivo della Fondazione Farefuturo.

Destina il 5×1000 alla Fondazione Farefuturo

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