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Il meeting. “Pace e sviluppo nel Corno d’Africa”. Perché l’Italia non deve mancare

Nei giorni in cui in Etiopia ed Eritrea si sta affrontando un nodo delicatissimo, dopo un conflitto ventennale, e si spera in una nuova stagione di cooperazione tra il Primo Ministro etiope, Abiy Ahmed e il Presidente eritreo, Isaias Afwerki, la Fondazione Farefuturo – assieme con PolisAvvocati e Regione Puglia – promuove un importante meeting internazionale dedicato proprio a “Pace e sviluppo nel Corno d’Africa. Il ruolo dell’Italia, opportunità di impresa”. L’evento, che si svolgerà venerdì 14 alla Fiera del Levante di Bari, vedrà la partecipazione degli ambasciatori dei tre Paesi e il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e gli interventi – tra gli altri – di Romano Prodi, Adolfo Urso, Michele Emiliano e Vito Petrocelli.

Secondo Adolfo Urso, presidente di Farefuturo e della Associazione di amicizia parlamentare Italia Corno d’Africa, «il meeting sarà l’occasione per definire cosa l’Italia può fare per supportare il processo di pace e lo sviluppo in una Regione di prioritario interesse strategico, sia per le opportunità che offre, sia per la lotta al terrorismo islamico e al contenimento della immigrazione clandestina». Secondo il senatore di Fratelli d’Italia, il nostro Paese non può essere assente mentre si realizza un evento storico, che cambia il destino e le prospettive dell’Africa: «Occorre svolgere un ruolo da protagonisti, coinvolgendo l’Unione Europea e le istituzioni internazionali nella realizzazione di un “piano Marshall” per il Corno d’Africa. Troppo importante è la posta in palio per lasciarsi sfuggire questa occasione».

La giornata di studi e proposte – che prevede due sessioni “L’Italia per la pace e lo sviluppo” e la tavola rotonda “Cooperazione, tutela dei diritti e internazionalizzazione” e gli interventi di Zenebu Tadesse Woldetsadik, ambasciatore di Etiopia, Abdirahman Sheikh Issa Mohamed Ambasciatore di Somalia e Petros Fessehazion Ambasciatore di Eritrea – ha affidato le conclusioni della prima parte a Romano Prodi, già Presidente del Consiglio dei Ministri e Presidente della Commissione Europea, e al presidente di Farefuturo Adolfo Urso.

Proprio riguardo al tema della pacificazione nel Corno d’Africa e della “missione” dell’Italia – per la sua naturale proiezione sul continente del Sud del Mediterraneo – Adolfo Urso è intervenuto in Senato: «Sulla situazione nel Corno d’Africa la risposta del governo è stata deludente – ha spiegato in replica alla risposta data dall’Esecutivo sull’interrogazione parlamentare presentata da FdI -. In realtà nulla è stato fatto in questi mesi per supportare il processo di pace e riaffermare il ruolo dell’Italia in una Regione di prioritario interesse strategico per il nostro Paese, sia dal punto di vista economico, sia per fronteggiare l’immigrazione clandestina e il terrorismo islamico».

In questa regione, secondo il senatore, si rischia di replicare pericolosamente quello schema libico che ha contraddistinto l’immobilismo degli ultimi cinque anni: «Rischiamo di perdere una grande opportunità e di lasciare il campo ad altri Paesi nostri concorrenti. L’Italia non può essere assente. Noi chiediamo una politica attiva fatta di atti concreti: il piano Africa, di cui parla Salvini, parta proprio dal Corno d’Africa; l’agenzia della cooperazione metta in campo un progetto di ampio respiro. Il governo deliberi nel CIPE di contemplare il Corno D’Africa tra i Paesi in cui può agire il fondo speciale istituito presso Invitalia a sostegno dei paesi a rischio, in cui Sace (Cassa depositi e prestiti) ha difficoltà ad operare. Fondo in origine ideato per Iran ed ancora non attivo, ma che oggi può essere usato a sostegno delle imprese italiane che agiscano in quell’area africana». L’invito di Urso è chiaro: `L’Italia si muova subito in sede europea perché la UE realizzi anche con il Corno d’Africa un Economic Partnership Agreement, come già in atto con il resto del Continente. Insomma fatti ed azioni, non solo parole».

Antonio Rapisarda

Giornalista e scrittore. Cronista politico per Il Tempo. Scrive anche per Diario del Web, Panorama e Tempi. Chitarrista di Lucilio s'è smarrito Seneca.
E' coordinatore editoriale di Charta minuta.

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