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Intervista a Marco Marsilio, verso le elezioni regionali in Abruzzo

Il centrodestra unito può vincere e soprattutto ben governare. Lei sarà il primo governatore di Fratelli d’Italia. Come sarà il suo dialogo con il governo?

Il centrodestra è unito e determinato a liberare l’Abruzzo dal centrosinistra, che tanti danni ha prodotto. Sono, altresì, consapevole della grande responsabilità che ho, sia nei confronti degli abruzzesi, sia del mio partito, Fratelli d’Italia. La campagna elettorale che stiamo portando avanti è complicata dalla stagione invernale – anche questo aspetto è dovuto all’egoismo dell’ex presidente della Regione Abruzzo, nonché esponente del Pd, Luciano D’Alfonso, che ha scelto ferragosto per dimettersi – ma è anche ricca di momenti esaltanti e di grande entusiasmo, che danno concretezza e prospettiva alle responsabilità di cui parlavo prima. L’essere stato prima deputato e poi senatore, rappresenta senz’altro un valore aggiunto rispetto a quello che sarà il mio ruolo di presidente della Regione, perché mi consentirà di avere un filo diretto con Roma, senza bisogno di mediazioni o interventi di altre figure istituzionali.

L’Abruzzo è una terra più volte colpita, ferita. Quale ritiene siano le priorità sociali e come accelerare la ricostruzione?

Quest’anno, ricorre il decennale del terremoto del 6 aprile 2009. Una ricorrenza importante che, oltre al ricordo indelebile delle 309 vittime di quella terribile notte, vuole guardare avanti, rispetto ad una rinascita resa possibile anche dalla tempestività delle azioni poste in essere nell’immediatezza dell’evento sismico dal governo Berlusconi e dalla Protezione civile guidata da Guido Bertolaso. La conferma l’abbiamo avuta proprio dall’affetto con il quale è stato salutato dalla popolazione, Silvio Berlusconi, tornato all’Aquila per sostenere la mia candidatura a presidente della Regione Abruzzo. Se facciamo il raffronto in termini numerici tra il cratere sismico del 2009 e quello del 2016, emerge la totale inadeguatezza degli interventi messi in campo durante la gestione politico amministrativa del centrosinistra sia a livello nazionale sia regionale. Sisma dell’Aquila: dal 2009 al 2011, in due anni e mezzo, sono stati rilasciati ben 20 mila pareri per le istruttorie relative all’edilizia privata, con la concessione dei relativi contributi. Nell’area dell’aquilano e del teramano interessate dal secondo sisma, invece, gli iter conclusi sono meno di 30. Siamo, evidentemente, di fronte a ritardi imputabili esclusivamente alle colpe della cattiva politica, che non ha saputo affrontare adeguatamente il problema. Per questo è importante dare vita in Regione ad una nuova stagione dell’amministrare, con il contributo dei soggetti portatori di sani interessi, con i quali affrontare la questione nodale della riorganizzazione dell’assetto della governance e della velocizzazione del rilascio dei contributi. L’Aquila, il capoluogo di regione, è amministrata da una maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco, Pierluigi Biondi, anche lui esponente di Fratelli d’Italia. Venitela a visitare! Oggi, si respira l’aria di una rinascita possibile, di un nuovo inizio per una comunità dispersa che torna a essere tale ritrovandosi in quelle strade e in quelle piazze del centro storiche tornate a splendere nella bellezza ritrovata e nella sicurezza di una ricostruzione che il Sindaco sta portando avanti con grande determinazione, dopo gli anni bui a guida centrosinistra.

Quali sono le priorità del suo programma?

La coalizione di centrodestra, a sostegno della candidatura di Marco Marsilio, ha inteso condividere dieci punti programmatici che indicano sinteticamente le linee guida della prossima legislatura in Abruzzo. L’obiettivo non è solo quello di amministrare bene la Regione, fatto già rilevante dopo la gestione inefficace e personalistica di D’Alfonso, che ha visto l’arretramento dell’Abruzzo in ogni campo, economico, sociale ed anche sul piano della civile convivenza. L’obiettivo è soprattutto quello di rilanciare e consolidare l’immagine e il ruolo dell’Abruzzo per mezzo di una attenta pianificazione che sappia rendergli il ruolo storico di regione europea, cerniera e luogo di intensi scambi commerciali e culturali tra il Nord ed il Sud, tra l’Ovest e l’Est. Vogliamo che l’Abruzzo diventi un territorio fertile per le imprese, attraverso la diffusione della conoscenza e dell’innovazione; vogliamo abbattere il divario digitale e attuare la semplificazione amministrativa. Riteniamo indispensabile realizzare le infrastrutture materiali e immateriali e la mobilità sostenibile. Vogliamo dare concretezza al valore aggiunto dell’interconnessione: agroalimentare, turismo e genius loci, cultura, ambiente curato e tutelato. Il tutto in un’ottica che guardi allo sviluppo e alla sicurezza delle infrastrutture, sia esse stradali, autostradali, ferroviarie, aereoportuali e portuali. Puntiamo alla riduzione della pressione fiscale per la crescita e alla valorizzazione delle politiche europee. Puntiamo al superamento dei dualismi territoriali e al riequilibrio tra zone interne e zone costiere. Diamo la giusta importanza alla necessità di ridare contenuto alle politiche sanitarie affinché il cittadino si senta accolto e curato. Non tralasciamo gli interventi per il welfare, che vanno condivisi con le associazioni e le forze sociali e del volontariato.  Per un nuovo Abruzzo, per evitare errori e tragedie accadute in passato si deve anche investire sulla Protezione civile e sulla prevenzione e sulla sicurezza.

 

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