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La coerenza dell’incoerenza grillina

La coerenza dell’incoerenza grillina. Il M5s aderisce all’ALDE. Anzi no.
“Fuori dall’euro c’è salvezza, ma il tempo è scaduto. Riprendiamoci la sovranità monetaria e usciamo dall’incubo del fallimento per default. Per non finire come la Grecia. Fuori dall’euro o default. Non ci sono alternative. Gli italiani devono poter decidere se vogliono morire con l’euro in mano oppure vivere e riprendersi la propria sovranità.” [scriveva Grillo sul suo blog, nella raccolta firme per indire il referendum #FUORIDALL€URO]

“Il TTIP altro non è che una dittatura economica made in USA. Gli Stati Uniti gettano la maschera. Con il TTIP vogliono invadere il mercato europeo.” [sempre Grillo dalle colonne del suo blog]

Il programma dell’ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) si basa su due punti che non possono essere ignorati:
– rafforzamento dell’Unione europea e delle sue istituzioni politiche e monetarie per rendere Bruxelles protagonista a livello internazionale, rafforzando anche la governance economica dell’unione in modo da rendere più forte e competitivo l’Euro,
– appoggio al trattato commerciale tra Ue e Stati Uniti, il TTIP.
E arriviamo ad oggi, al risultato della votazione online indetta sul Blog del leader pentastellato. 31.914 iscritti certificati hanno votato per il passaggio all’Alde in Europa pari al 78,5%. 
6.444 hanno votato per la permanenza nell’Efdd e 2.296 per confluire nel gruppo misto.
Quindi ora cambia tutto. Non più tardi di giugno dello scorso anno l’alleato Nigel Farage voleva far saltare l’europa dominata da Berlino con Grillo
“Il 2016 è l’anno della svolta – dichiarava il leader del partito indipendentista -. Viviamo un momento cruciale della storia. Grillo e io distruggeremo la vecchia Unione Europea. Il 19 giugno i 5 Stelle eleggono il sindaco della capitale e cambiano l’Italia. Il 23 giugno la Gran Bretagna esce dall’Unione e cambia l’Europa. Avremo un effetto domino. Dopo di noi gli altri Paesi del Nord se ne andranno uno dopo l’altro. Per prima la Danimarca; poi l’Olanda, la Svezia, l’Austria. Questo referendum è l’evento più importante dal 1957: l’Ue sta per crollare. Disintegrata in tanti pezzi. Sarà una formidabile sconfitta per l’establishment, le grandi banche, le multinazionali, le élite”.
Sottolineiamo comunque sommessamente che la svolta di Grillo vale 700 mila euro, fondi che sarebbero andati persi qualora gli eurodeputati pentastellati fossero finiti tra i non iscritti a un gruppo…
E’ davvero unica la capacità del Movimento di Grillo di cambiare idea e opinione su qualunque cosa, sugli avvisi di garanzia, sull’uscita dall’euro…e sarebbe anche una cosa divertente se non ci fosse il rischio che in un futuro non troppo lontano questi soggetti potrebbero cambiare idea ogni 30 secondi dai banchi del governo.
L’inadeguatezza è il filo conduttore dei grillini. Si manifesta oramai quotidianamente. Di cosa hanno bisogno ancora gli italiani per capire che questi soggetti non rappresentano il nuovo, ma solamente la deriva qualunquista in cui è sprofondato il nostro Paese?!
Poi però accade quello che non ti aspetti. Quando pensi alla pessima figura fatta dal M5S e credi che peggio di così non possa andare, arriva il colpo di scena, quello che in ogni commedia che si rispetti fa ridere il pubblico a crepapelle. L’Alde sbatte la porta in faccia ai grillini, non entreranno nel gruppo. Svedesi, finlandesi e francesi in prima linea, una fronda interna contro l’alleanza con il partito di Grillo. Leader che per tutta risposta dal suo blog dichiara “Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi, abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima”.
Un giornalista ci prova a scrivere un articolo serio, ma davvero…come si fa!

Silvia Cirocchi

Silvia Cirocchi

Romagnola, laureata in giurisprudenza e romana d’adozione.

Destina il 5×1000 alla Fondazione Farefuturo

Oggi più che mai il ritorno della Politica – dello sviluppo e della promozione di una buona politica – è una vera e propria “emergenza” nazionale, un antidoto necessario per restituire un binario, una direzione alla nostra Italia. La Fondazione Farefuturo, fin dalla sua nascita, si spende senza sosta per questo: studiare, analizzare ma soprattutto proporre modelli e soluzioni per sostenere i valori del buongoverno e con questi l’Italia che produce, che investe sul domani.

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