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La libertà nella scienza politica: Giovanni Sartori

“L’unico modo di risolvere i problemi è di conoscerli,
di sapere che ci sono.
Il semplicismo li cancella e così li aggrava”

Ho incontrato Giovanni Sartori sui libri del mio corso di Laurea in Scienze Politiche, ho apprezzato la sua lucida chiarezza nel descrivere e nello spigare gli “Elementi di teoria politica”, così come la sua tagliente ironia quando si trattava si tratteggiare l’identità incerta del sistema politico italiano e dei suoi protagonisti.

Sartori è stato un grande maestro, non solo per tutti coloro che volevano ragionare di sistemi, teorie e ipotesi, ma anche per chi aveva il desiderio di capire e analizzare la realtà della politica in Italia – per le varie forme che andava assumendo la democrazia – e nel mondo – per i modelli istituzionalizzati di potere che si andavano delineando.

La forza di Sartori è stata proprio la capacità di unire scienza e divulgazione, ma anche di rendere utile il complesso e solitamente inespresso rapporto tra intellettuali e politica, con una libertà di pensiero che ammetteva solo un approccio scientifico alle sue analisi.

Era un moderato anticomunista, ma con la sua puntale sagace, ad un certo punto, ha affermato di non esserlo più perché i comunisti non c’era più. Non ha mai applicato schemi precostituiti all’analisi della politica italiana: ha saputo essere feroce con le “piccole” personalità del nostro tempo, da qualunque parte politica giungessero, è stato un forte avversatore del multiculturalismo e ha negato la possibilità che la democrazia fosse un concetto e un sistema concreto di governo esportabile e capace di attecchire nell’alveolo di culture diverse da quella occidentale.

Un pensatore libero, che ha saputo costruire una scienza politica libera, fondata solo sull’analisi rigorosa della realtà e sui modelli storici, senza alcuna intenzione di piegare la logica agli interessi di parte.

In definitiva ha dato alla scienza politica italiana – con un’eco forte e riconosciuta in tutto il mondo occidentale – un taglio e uno spessore che oggi troppi intellettuali e analisti fanno fatica ad eguagliare.

Chiara Moroni

Sociologa, insegna Comunicazione pubblica presso l’Università della Tuscia di Viterbo. Si occupa di comunicazione, politica, istituzioni, partiti, social media management. Nel 2017 è uscita la sua ultima monografia "Storie della Politica. Perché lo storytelling politico può funzionare" edito da Franco Angeli.

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Oggi più che mai il ritorno della Politica – dello sviluppo e della promozione di una buona politica – è una vera e propria “emergenza” nazionale, un antidoto necessario per restituire un binario, una direzione alla nostra Italia. La Fondazione Farefuturo, fin dalla sua nascita, si spende senza sosta per questo: studiare, analizzare ma soprattutto proporre modelli e soluzioni per sostenere i valori del buongoverno e con questi l’Italia che produce, che investe sul domani.

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