Editoriale

E la Terza Repubblica parte con il “destra-centro”, il verso giusto

Nemmeno due settimane fa il paradigma del sistema politico italiano prevedeva ancora due “sintagmi”, due elementi strutturali del proprio significato: centrodestra e centrosinistra, per quanto con un elemento inedito, il Movimento di Grillo, a definire la novità dell’architettura. Nel giro di pochi giorni, invece, lo stravolgimento del sistema politico è stato pressocché totale, con la sostanziale implosione dell’azionista di maggioranza del governo Gentiloni, il Pd, il boom dei 5 Stelle, oggi più che mai prima forza politica del Paese, e la novità della Lega di Matteo Salvini, dopo lo storico sorpasso ai danni di Forza Italia, come asse maggioritario del “destra-centro”.

Se il nuovo quadro ha letteralmente sconquassato gli equilibri che il Rosatellum, nel progetto di chi lo ha voluto e sostenuto (l’asse Pd-Forza Italia), avrebbe dovuto garantire – ossia un centrodestra a trazione Berlusconi vincente ma non autosufficiente “costretto” a dialogare con un Pd di Matteo Renzi sconfitto ma sopra il 20% – è comprensibile come oggi i due nuovi interlocutori in pole position, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si trovino alle prese con un copione che non li contemplava come primi attori e, di conseguenza, stiano legittimamente provando a variare sul tema.

Nonostante la confusione generata da una legge elettorale inadatta – come molti temevano, priva di premialità per la coalizione giunta prima – per un sistema tripolare, caos che porta con sé il rischio di un’impasse prolungata che potrebbe costringere Sergio Mattarella, davanti all’eventuale pressione di mercati e Ue, ad adottare misure di emergenza (il famoso “governo del presidente), queste elezioni però hanno donato un importante elemento di chiarezza che – su Charta Minuta – analizziamo da tempo: l’avanzata di un’agenda sovranista “di governo” all’interno della coalizione formata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia; agenda che ha contagiato di fatto – su immigrazione, sicurezza, identità e ruolo della Nazione – il grosso dell’opinione pubblica nazionale dato che anche i 5 Stelle su questo hanno assimilato la lezione.

Se il centrosinistra è in crisi e a rischio implosione, sulla scia di ciò che è avvenuto in diversi paesi europei (a partire dalla Francia, dove è stato “rottamato” al centro da Macron), la novità in Italia si chiama “destra-centro”, che non coincide solo con la leadership di fatto di Matteo Salvini su tutta la coalizione ma rappresenta uno stravolgimento di “senso” programmatico che non ha lasciato indifferente nemmeno Steve Bannon, lo stratega della campagna elettorale di Donald Trump di cui è stato fino a poche settimane fa braccio destro indiscusso. Questo quadro di indirizzo – eurocritico, altro rispetto all’asse franco-tedesco, sviluppista e identitario – è garantito dalla crescita dell’altra leader che può rivendicare una crescita in termini di consenso e di rappresentanza: Giorgia Meloni che, significativamente, il giorno prima delle elezioni ha compiuto un importante viaggio in Ungheria dove ha saldato il rapporto con Viktor Orbàn e aperto un canale ufficiale con il gruppo di Visegrad (come contraltare alle burocrazie di Bruxelles).

Il “destra-centro”, dunque, non si pone semplicemente come il ribaltamento dei ruoli e delle consuetudini gestiti per vent’anni in maniera monocratica da Silvio Berlusconi (che non a caso adesso vive con spaesamento il fatto che qualcun altro pensi di comportarsi esattamente come lui) ma come il tentativo di una sostanziale controriforma – rispetto al centrodestra a vocazione tecnocratica o schiacciato per anni su posizioni meramente atlantiste – che intende coniugare diritti sociali e ruolo “sociale” dell’impresa, tradizione e formazione, interesse nazionale e patria europea. Ecco perché la cosiddetta Terza Repubblica, pur con un parto travagliato, sta nascendo nel verso attinente alla Storia e allo spirito genuino del tempo: quello giusto.

Antonio Rapisarda

Giornalista e scrittore. Cronista politico per Il Tempo. Scrive anche per Diario del Web, Panorama e Tempi. Chitarrista di Lucilio s'è smarrito Seneca.
E' coordinatore editoriale di Charta minuta.

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